E’ raro trovare un articolo con un titolo del genere, sul web, a meno che non se ne parli in maniera volgare. Ma in questo post, voglio spiegare il perchè la masturbazione NON E’ poi un atteggiamento così positivo:
Innanzitutto dobbiamo capire cosa si intende con questo termine, e per questo prendiamo spunto dal Catechismo della Chiesa Cattolica:
2352 Per masturbazione si deve intendere l’eccitazione volontaria degli organi genitali, al fine di trarne un piacere venereo. (CCCI)
Come ben vediamo quindi si intende come un atto volontario col fine di provare un “piacere” di ben poco conto in confronto alla Gioia che ci dona Cristo seguendolo, e se questo atteggiamento ci distrae dalla ricerca di Gesù, saremo sempre più lontani da quella che è la Santita e dalla Felicità alla quale tutti siamo chiamati ad arrivare.
Ma cosa ci deve spingere a smettere o a non iniziare?

Dobbiamo tenere presente nella nostra Vita, che il nostro corpo è membra di Cristo, e che dentro di noi custodiamo lo Spirito Santo, ovvero Dio che vive in noi, quindi sfruttare il nostro corpo soltanto per ricavare un “piacere” che poi va a danneggiare il nostro Spirito, va sicuramente contro la Volontà di Dio, perchè in quel momento non solo stiamo facendo del male a noi stessi, non rispettandoci, ma stiamo facendo del male anche a Dio che ci ha donato un corpo affinchè noi lo mantenessimo puro, per poter permettere a Lui attraverso il Suo Spirito, di agire attraverso di noi, per essere Felici e per compiere il Bene.
Queste cose non le dico io, ma il Signore che ci ha parlato attraverso San Paolo, ci ha spiegato anche questo:
“Tutto mi è lecito!”. Ma non tutto giova. “Tutto mi è lecito!”. Ma io non mi lascerò dominare da nulla. “I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!”. Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l`impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l`uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dá alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
(1Cor 6,12-20)
Che aggiungere…vorrei invitarvi a cercare di abbandonare questo vizio che affligge il nostro Spirito e non ci permette di raggiungere Gesù, piuttosto quando siete tentati, quando vi viene “la voglia”, pregate, leggete il Vangelo per scoprire Gioie ben più grandi di quelle che trovate nei “piaceri” del mondo, Gioie che non svaniranno mai, e che nessuno ci toglierà. Fratelli miei cercate la Santità, lo so la strada è lunga e anche dura, ma ricordiamo ciò che Gesù ci ha detto: “Entrate per la porta stretta” e soltanto così saremo davvero Felici.
Auguro a tutti un buon cammino Spirituale e una maggiore Crescita interiore.


Vedo che ti stai dando ad argomentazioni molto delicate. Complimenti, ma se mi concedi un parere (senza nessuna offesa mi raccomando) ti direi di fare attenzione a non essere troppo semplicistico. Quanto hai scritto è tutto giusto ma la morale cattolica non è così rigida … esiste una gradualità nel considerare ogni questione soprattutto quando si tratta di temi sensibili come questo.
Nulla toglie che la masturbazione sia un atto intrinsecamente malvagio e che si configuri sempre come peccato, tuttavia … non va affrontata con toni così rigidi.
Scusami se mi sono permesso una critica.
Ciao
@Nessuno
Accetto la critica, consapevole che forse possa sembrare rigido in come mi sono espresso, ma come riparare?
Forse ho letto un po’ frettolosamente il tuo articolo e ripensandoci bene la parola “rigido” non è adeguata. Direi piuttosto che hai parlato di un aspetto molto alto della spiritualità relativa alla castità usando il peccato della masturbazione … la cosa è un po’ riduttiva. Innanzitutto il CCC fa notare che in alcuni casi esistono delle attenuanti che diminuiscono se non addiruttura annullano la gravità di questo peccato.
Tutto quello che hai scritto è bello e giusto, non hai sbagliato in nulla. Io però mi metto solo nei panni di un ragazzino di, per esempio, 14 anni che legge questo articolo … mi troverei molto in difficoltà nel pensare a questo problema.
Forse … bisognerebbe precisare che la tua visione corrisponde ad un obiettivo spirituale molto alto sul quale bisognerebbe lavorare … considera che il 90% dei visitatori non è in grado di comprendere e interiorizzare quanto hai scritto.
Poi considera anche che la gente comune necessita di spiegazioni che non siano solo bibliche o catechistiche, la gente vuole delle “ragioni” e le ragioni si fondano si sulla Scrittura ma devono avvalersi anche di altre nozioni, infatti è per questo che il tema è delicato.
Non basta dire che è peccato, bisogna dire anche il perchè lo è; e non è sufficiente dire che sta scritto nella Bibbia (anche perché non sta scritto proprio in nessun libro della Bibbia).
Comunque non cambiare l’articolo: va bene così perché hai scritto quello che pensavi ed è giusto che tutto resti come hai deciso. L’articolo è corretto e, ripeto, non contiene nulla di sbagliato, approfitta solo dello spazio commenti per aprire un po’ di discussione … i commenti servono a questo o sbaglio?
Ti chiedo ancora scusa se mi sono permesso di intervenire così, inizialmente volevo scriverti in privato mai poi ho pensato che poteva essere bello discutere in modo aperto e far si che anche altri possano condividere la discussione (il tema che hai scelto è un po’ da “flame”).
Comunque sappi che apprezzo molto il tuo coraggio nell’aprire discussioni così complicate
@Nessuno
Ok grazie per i consigli.
Volevo aggiungere, ma ero indeciso se inserirlo nell’articolo, che ovviamente nell’età dove il bambino è in piena crescita ormonale, e inizia a scoprire il suo corpo, è un lato forse “quasi naturale” dell’istinto umano, ma quando questo individuo raggiunge l’età dai 14 anni in su, non lo si può più definire bambino, è in grado di ragionare, pensare, e quindi anche di entrare in se stesso e capire che forse quel piacere che lui prova, non lo appaga pienamente, non lo soddisfa in pieno, e quindi c’è bisogno che cerchi altro, qualcosa che lo soddisfi in tutto, non soltanto riguardo l’aspetto sessuale. Ed ecco che è a questo punto che l’uomo scopre Dio, l’Unico che può porre fine alla ricerca sfrenata dell’uomo verso i “piaceri” terreni, per aprire una strada verso la Felicità Eterna, che nessun altro può donare e che anzi questa Felicità, che non finisce mai, viene impedita dalla masturbazione e da quei piaceri che un tempo il bambino cercava.
Ok abbassiamo un pò i toni, ma non dimentichiamoci, che per Dio a 14 anni si è adulti e capaci di intendere e volere autonomamente, capaci di comprendere che quel gesto è sbagliato, anche se nessuno ce lo dice.
Spero che ora vada meglio
Grazie della segnalazione “Nessuno”.
Aggiungo un ulteriore parere.
Per la morale cattolica è proprio l’età adolescenziale quella nella quale bisognerebbe essere un po’ più indulgenti.
Un bambino non è totalmente consapevole di quello che fa e, soprattutto la scoperta del proprio corpo fa parte del percorso di crescita (anche se parlare di vera e propria masturbazione in un bambino non è corretto, sarebbe meglio parlare di atti di auto-erotismo); quindi ad un bambino non si deve per nulla imputare la colpa.
Un ragazzo adolescente (età che varia dai 12 ai 16-17 anni) è consapevole di quello che fa, tuttavia si ritrova in un’età nella quale sperimenta una vera e propria esplosione ormonale. La scoperta del proprio corpo e della sessualità fa parte proprio di questa fase e il fenomeno della masturbazione è abbastanza frequente.
Certo non dobbiamo incoraggiare ma bisogna indulgere e quindi attenuarne la colpevolezza.
Poi in ogni caso non puoi pensare di definire “adulto” un ragazzo di 14 anni!
Responsabile si, ma non adulto e nemmeno maturo. Proprio per questo motivo occorre saper valutare bene caso per caso.
Con questo non voglio dire che non possano esistere adolescenti che sappiano comprendere e vivere una bella castità, (ne conosco diversi e ne testimonio l’esistenza: la castità è un valore altissimo).
Sono poi daccordo con te che non bisogna darsi alla sessualità sfrenata (non sia mai!) e ritengo necessaria una corretta educazione alla sessualità che implica il mettere consapevolezza nel ragazzo che questa ricerca del piacere (che non è in se malvagia; sappi che il piacere sessuale è anch’esso un dono di Dio) se fine a se stessa o peggio ancora ricercata nella solitudine si configura come atto egoistico e non corrisponde al bene: questo è il vero problema sottolineato dal Magistero.
Il piacere non è un peccato se vissuto nel modo giusto e non egoistico (lo stesso discorso vale per i rapporto pre-matrimoniali).
Comunque non ci sono toni da abbassare … stiamo solo discutendo
Tu sei liberissimo di confutare quello non ritieni giusto e che io ho detto (non me la prendo assolutamente, sapessi quante discussioni faccio ogni giorno con i miei colleghi e con la gente: confrontarsi non è un male.): la libertà di espressione è dono di Dio e il rispetto della libertà altrui un dovere, ed io a questo credo molto.
@Nessuno
Daccordo con quanto hai detto, forse dovevo arricchire meglio l’articolo, e non fermarmi soltanto a quanto ho scritto, comunque lo hai ampliato tu.
Grazie dell’aiuto.
Pietro.
Nessun problema, anzi mi scuso io se sono sembrato un po’ troppo … come dire … “aggressivo”. Quando un argomento mi prende mi lascio guidare a volte da una foga esagerata.
Purtroppo hai toccato un tema molto particolare; sai, noi siamo sempre impegnati a far si che i fedeli siano a conoscenza di come affrontare correttamente certe cose, purtroppo se non si chiariscono bene alcune questioni, sopratutto oggi, molta gente è pronta a giudicarti bigotto, moralista, ecc.
Sui temi che toccano la morale hai molte persone che sono lì pronte a spararti nella schiena al tuo primo passo falso. Quindi sono abituato a un apologetica abbastanza attenta ai particolari … insomma scusami se il tuo post mi ha fatto intervenire un po’ troppo!
Ciao Pietro,
complimenti per questi argomenti, di cui trovi il coraggio di trattare.
Si vede che parli con fede, e io ti capisco benissimo perchè siamo sulla stessa lunghezza d’onda su queste idee.
Non dobbiamo dare spazio a satana di cibarsi delle nostre concupiscenze, delle notre fornicazioni, lui stesso (il demonio) proferì in verità sotto la spada di San Michele durante un esorcismo: “io mi cibo delle passioni dell’uomo, della loro lussuria”! Raccapricciante, non diamogliela vinta al tentatore, difendiamoci con e in Cristo, la purezza è fondamentale per arrivare a Lui, prendiamo come esempi Maestri Cristo stesso, e la Santissima Madonna e suo marito, San Giusepe, suo castissimo sposo.
Sia Lodato Gesù Cristo.
La masturbazione è un peccato in quanto contraddice la finalità della sessualità che è quella del dono di sè. Supponiamo che uno sia sempre lì a farlo… come e quando potrà donarsi?Se invece si ha un coniuge non ha senso farlo perchè si ha un coniuge.Inoltre vivere la sessualità in modi diversi,implica a vivere la comunione, la fraternità tra le persone in modi diversi.Tra gli effetti della M. ci sono l’obtenebramento della ragione e la perdita di Dio dall’orizzonte dell’uomo. ma anche Freud, che era notoriamente ateo, ha riscontrato gli effeti negativi della masturbazione!Così pure Jung, Fromm e se altri non lo so.
Ciao a tutti, vorrei spezzare una lancia nei confronti di questa pratica antichissima, eseguita con successo sia da uomini che da donne sin dall’alba dei tempi.
Anzi tutto, prima dell’avvento del cristianesimo non era affatto considerato un peccato anzi credo che non fosse proprio considerato, voglio dire che per migliaia di anni l’umanità non era cristiana (neanche oggi) e non mi sembra che fossero tutti intenti, dalla mattina alla sera a masturbarsi. Fra una masturbazione e l’altra hanno avuto anche il tempo di inventare la scrittura, l’astonomia, la medicina, la legge; e questi sono solo alcuni esempi delle meraviglie create dall’uomo prima che, durante il Concilio di Nicea si formalizzasse il cristianesimo.
In definitiva credo che di certe cose la chiesa (intesa come Cattolica) non dovrebbe occuparsi, perchè rischia di fare più male che bene. Sperando di aver iniziato in bel dibattito auguro un aplendida giornata a tutti. P.S. mani in vista mi raccomando
FINIAMOLA CON QUESTI TEMATICHE ALQUANTO REMOTE…SIAMO NEL 2009, IL SESSO E’ BELLO!!!
IO MI MASTURBO E FACCIO SESSO SENZA ESSERE SPOSATO…NON PENSO PROPRIO DI PECCARE, PENSO CHE QUELLI CHE PECCANO SONO QUELLI CHE UCCIDONO,STUPRANO,VIOLENTANO,RAPISCONO…ECC…MA QUELLI CHE PECCANO ANCORA DI + SONO QUELLI CHE SI PENTONO E PRETENDONO IL PERDONO DI DIO, MOLTE VOLTE RICEVENDOLO!!!!!!TUTTO QUESTO MI DA I BRIVIDI…
APPREZIAMO CIO CHE LA VITA CI REGALA…E CERCHIAMO DI GODERLA FIN QUANTO POSSIAMO…
OVVIAMENTE SENZA LEDERE I DIRITTI ALTRUI…
FINIAMOLA CON TUTTA QUESTA MORALE ANTIQUATA CATTOLICA!!!
MI DISPIACE MA TUTTO QUESTO E’ DAVVERO RIDICOLO
@Lucifero
La masturbazione non era considerata in tempi antichi, e questo è vero, poichè prima i matrimoni si consumavano in età molto giovani, intorno ai 13-14 anni si era già sposati, si doveva già scegliere la propria moglie e unirsi con lei, forse non ce lo si poneva proprio il “problema” della masturbazione.
Per quanto riguarda le cose inventate, non hanno nulla a che fare con la masturbazione, in questo articolo non ho mai detto che masturbandosi non si sviluppa la mente, oppure il fisico o cose del genere, ma ho detto che la masturbazione non permette allo Spirito di elevarsi.
Spirito – mente – corpo sono tre elementi essenziali, che pur essendo differenti tra loro, hanno un legame molto stretto, in quanto lo Spirito è quello che guida tutto il corpo e quindi anche la mente, se lasciamo distrarre lo Spirito, dedicandoci soltanto al corpo, saremo sempre alla ricerca dei piaceri terreni, e mai alla ricerca di quelli Eterni.
Pertanto faremo anche invenzioni e ci realizzeremo nella nostra vita, ma perderemo la nostra anima e come dice Gesù:
“Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?” (Marco 8,36)
E continua dicendo:
“E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?” (Marco 8,37)
Credo di essermi spiegato male, sono d’accordo come te nel dire che una persona non debba essere schiava dei propri istinti. Credo anche che il Cristianesimo in generale, e il Cattolicesimo in particolare, non sono (soltanto) fenomeni spirituali, e interferiscono pesantemente nello svolgimento della vita civile di intere nazioni, che i non credenti possono sempre rivendicare il diritto, e devono a volte accollarsi il dovere, di arginare le loro influenze: soprattutto quando, come oggi, l’anticlericalismo costituisce più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa.
In condizioni normali, una tale difesa sarebbe naturalmente compito delle isituzioni e dei rappresentanti del popolo.
Purtroppo, però, questi sono invece tempi anormali e anomali, in cui presidenti, ministri e parlamentari fanno a gara per genuflettersi di fronte a papi, cardinali e vescovi, e ricevono man forte dagli apostati non solo del Comunismo e del Socialismo, ma addirittura del Risorgimnto, i cui padri avevano doverosamente separato le faccende dello Stato da quelle della Chiesa.
L’ateismo non è una fede, e non fa opera di sconversione. Rivendica soltanto, cristianamente, di poter dare alla Ragione ciò che è della Ragione. E non dimentica, volterrianamente, che bisogna coltivare anche il proprio giardino, e non soltanto quello dell’Eden.
@Lucifero
Mi fa piacere che anche tu condividi il fatto di contenere i propri istinti, e per fare questo, dobbiamo impegnarci a fondo, la masturbazione, possiamo dire che sia uno dei primi passi per dominare se stessi, ma poi insorgono altre cose, anche molto più importanti, imparando a controllare la propria sessualità, possiamo imparare a controllare l’ira contro gli altri, la rabbia, la violenza, la maldicenza, il giudizio, la volgarità, la menzogna, e tutte le altre cose che ci mantengono lontani da Dio e da una vita veramente Felice, perchè se non siamo in pace con chi ci sta intorno, come possiamo essere Felici? Il Cristianesimo, non mi insegna a pensare soltanto all’ “Eden” come tu lo chiami, ma anzi mi permette di vivere la mia vita terrena, in funzione di quella Eterna, e quindi in questo mondo non vivrò in maniera passiva, ma attiva per il Bene degli altri, della società e perchè la Volontà di Dio sia fatta.
Per quanto riguarda l’ateismo, tu lo definisci: “L’ateismo non è una fede, e non fa opera di sconversione. Rivendica soltanto, cristianamente, di poter dare alla Ragione ciò che è della Ragione.” Innanzitutto l’ateismo che vuol dire “assenza di Dio” (a= senza; teos=Dio), non può rivendicare in nome di Dio (“cristianamente”) qualcosa. Potrà rivendicare che alla ragione spettano le cose della ragione e siamo daccordo, ma questo lo fa anche Cristo stesso, che dice:
«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». (Matteo 22,21)
Mentre l’ateismo non potrà mai rivendicare che alla ragione spettano le cose della ragione e a Dio quelle di Dio. Senza dimenticare che la stessa ragione è dono di Dio, se la Scienza non è data da Dio, l’uomo non può nulla, ricordiamo che non siamo padroni nemmeno di un capello che è sul nostro capo, ma tutto ci è stato donato.
“Beati i poveri di spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli”. Con questo si conclude il mio vano tentativo di dialogo. Ciao Butros e perdonami (questo sei obbligato a farlo) per il tempo che ti ho fatto perdere. Abbiamo un approccio completamente diverso sulla questione. Addio
@Lucifero
Mi piace la tua “conclusione” con una beatitudine stupenda, “Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il Regno dei Cieli”, beati coloro che cercano continuamente Dio e che non si saziano mai di incontrarlo ogni giorno nella preghiera, nell’Eucaristia, negli altri, ma sono sempre alla ricerca della comunione totale al Signore, che avverrà nel Suo Regno.
Impegnamoci tutti in questa ricerca instancabile di Gesù.
Grazie di aver citato questo passo del Vangelo, sono sempre disposto a parlare con te.
Saluti.
Pietro.
@Andrea
Scusa se ti rispondo soltanto ora, voglio citarti due proverbi contenuti nella Bibbia:
“Non essere fra quelli che s’inebriano di vino,
né fra coloro che son ghiotti di carne,
perché l’ubriacone e il ghiottone impoveriranno
e il dormiglione si vestirà di stracci.”
(Proverbi 23,20-21)
“È un divertimento per lo stolto compiere il male,
come il coltivar la sapienza per l’uomo prudente.”
(Proverbi 10,23)
E ancora Gesù dice:
“Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.”
(Matteo 6,21)
Se uno la propria vita la vuole dedicare a questo mondo, a questa vita, e soltanto alle gioie e alle sofferenze di questa terra il suo tesoro sarà questa terra, questo mondo, tutte le delusioni che esso riserva e tutte le gioie passeggere che esso porta.
Se uno invece vuole dare un senso più alto alla propria esistenza, non limitandola alla sola vita terrena, allora il suo cuore sarà a Dio che consola nelle delusioni, nelle tribolazioni, nelle persecuzioni, nelle malattie e nelle sofferenze, e dona Gioie senza fine su questa terra poichè derivano dalla Carità e Gioie Eterne dopo la fine di questa vita che derivano sempre dalla Carità che abbiamo manifestato in vita.
A noi la scelta…