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Il Peccato dell’Accidia!!!

Cos’è il peccato dell’accidia? In cosa consiste? Cosa causa nell’animo umano questo sentimento?

L’accidia consiste nell’indolenza a praticare il bene! Cioè, ad esempio nel vedere che qualcuno ha bisogno, ma non lo si aiuta, che qualcosa va storto, ma non si interviene per modificare quella condizione. Oggigiorno non ci rendiamo conto della presenza di questo grave male, eppure è molto presente nella nostra società, basti pensare alle guerre che ci sono nel mondo, la fame, le carestie, soprusi da parte di organizzazioni mafiose, e nessuno dice nulla, dicendo “Mica devo essere io a cambiare le cose?”, così comportandoci da spettatori, facciamo un grande favore, al maligno, rendendoci suoi fedeli clienti, perchè l’accidia è un peccato molto sublime, che si radica in noi, grazie alla pazienza del diavolo, che sa aspettare il momento propizio per insidiare il suo germe nel nostro essere. L’accidia è sinonimo di pigrizia, può essere addirittura fenomeno di depressione, e può causare, nei casi più gravi, anche il suicidio, facendo sentire le sue vittime, inutili a questo mondo. Di conseguenza, questo vizio, genera in noi, un allontanamento da Dio, che va via via sempre più estendendosi nel nostro animo, facendoci perdere la voglia di fare ogni sorta di bene, facendoci diventare dei veri e propri inetti, che non sanno agire, dinanzi alle occasioni che Dio dona per la conversione. Tuttavia liberarsi da questo male è molto semplice, come in tutte le tentazioni, basta fare il contrario di ciò che ci chiede il demonio, cercare di fare il bene anche nelle piccole cose, pregare sempre più intensamente, cercare di agire secondo il Volere di Dio.

Ora vi lascio con una piccola storia che riguarda l’accidia, che illustra quanto il diavolo ami queste anime che lo seguono su questa strada, e quanto dispiacere fa a Dio vedere dei suoi figli inermi dinanzi al mondo che agisce contro di Lui:

“L’Inferno era al completo ormai, e fuori della porta una lunga fila di persone attendeva ancora di entrare.
Il diavolo fu costretto a bloccare all’ingresso tutti i nuovi aspiranti.
“È rimasto un solo posto libero, e logicamente deve toccare al più grosso dei peccatori!”, proclamò.
“C’è almeno qualche pluriomicida tra voi?”.
Per trovare il peggiore di tutti, il diavolo cominciò ad esaminare i peccatori in coda.
Dopo un po’ ne vide uno di cui non si era accorto prima.
“Che cosa hai fatto tu?”, gli chiese. “Niente. Io non ho fatto nulla di male nella mia vita! Io sono un uomo buono e sono qui solo per un equivoco”.
“Hai fatto certamente qualcosa”, ghignò il diavolo, “tutti fanno qualcosa!”.
“Ah, lo so bene”, disse l’uomo convinto, “ma io mi sono sempre tenuto alla larga.
Ho visto come gli uomini perseguitavano altri uomini, ma non ho partecipato a quella folle caccia.
Lasciano morire di fame i bambini e li vendono come schiavi; hanno emarginato i deboli come spazzatura.
Non fanno che escogitare perfidie e imbrogli per ingannarsi a vicenda.
Io solo ho resistito alla tentazione e non ho mai fatto niente di male! Mai!” “Assolutamente niente?”, chiese il diavolo incredulo.
“Sei sicuro di aver visto tutto?”.
“Con i miei occhi!”.
“E non hai fatto niente?”, ripeté il diavolo. “No!”.
Il diavolo ridacchiò: “Entra, amico mio. Il posto è tuo!”.

Chi ha orecchi per intendere intenda…

Commenti su: "Il Peccato dell’Accidia!!!" (2)

  1. Ale ha scritto:

    Ho letto questo articolo e mi è venuta voglia di dire qualcosa, forse perchè in certi casi non sopporto l’inerzia delle persone.

    Facendo un discorso un po’ in generale, se ci si guarda intorno, in ogni occasione basterebbe che ognuno facesse anche qualcosa di piccolo perchè le cose funzionassero meglio. In tanti casi di vita quotidiana funziona così, l’unione fa la forza, sempre.

    Però il problema è che sempre più le persone faticano a fare gruppo, sempre di più si fatica a stabilire sincere amicizie, relazioni pulite che abbiano come unico fine il volersi bene, il sostenersi ed aiutarsi reciprocamente.
    Sempre di più la voglia di emergere, di scavalcare l’altro, caratterizza i rapporti d’oggi. Io noto che anche quelle persone che sembrano più umili, anche quelle che frequentano assiduamente la chiesa, quelle che si professano cattoliche, nel loro piccolo, nell’amicizia e nei rapporti con gli altri, cercano sempre un ritorno personale.
    Perchè nessuno impara a guardare ben oltre il proprio naso??
    Anch’io, a volte tendo a pensare più a me che agli altri, anche se non vorrei. Però quando ti guardi intorno e vedi che le persone pensano solo a se stesse, ti senti un attimo deluso e tendi a fare come loro.

  2. @Ale
    Grazie cuginetta del tuo commento.

    Beh purtroppo l’essere egoisti è proprio della natura umana, infatti in ogni peccato, se ci si riflette c’è sempre una dose di egoismo, che può essere piccola o grande.

    Ed essendo il peccato natura dell’uomo, è difficile avere una coscienza impeccabile e pertanto non egoistica.

    Allora cosa possiamo fare? Limitare il nostro egoismo!

    Cercando sempre più il bene dell’altro e non l’interesse proprio, cercare di comprendere che siamo tutti figli di Dio e pertanto, dobbiamo amarci a vicenda.

    “Vi do un comandamento nuovo (dice il Signore): che voi vi amiate come io ho amato voi”

    Quindi è anche vero che per amare, c’è anche bisogno di conoscere, chi ci ha amato più di tutti, per comprendere come dobbiamo comportarci nei confronti dell’altro.

    Meditiamo sempre di più l’amore di Cristo, che ha donato se stesso per noi, Lui che non aveva colpa e poteva starsene benissimo in Cielo, ha preferito accettare la nostra stessa condizione umana, con tutte le nostre debolezze e sofferenze, fuorché nel peccato, e ricevere un agonizzante morte, per colpa dei nostri peccati.

    Meditiamo su questo, e saremo capaci di amare davvero.

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