Il caso di Eluana Englaro, è sicuramente il più discusso del momento, e ultimamente, sono state prese delle decisioni, veramente poco rassicuranti, infatti a breve le sarà staccato il sondino che la nutre. Come se qualcuno domani venisse e ci svuotasse il frigorifero, e nessuno lo verrebbe a riempire per più di 5 giorni, causa? La morte di fame e di sete! Morte che l’organismo risente con molta sofferenza, che non è affatto “dolce”, come si definisce la parola “eutanasia” (ovvero “dolce morte”), quindi per Eluana non si tratta affatto di accanimento terapeutico, ma di nutrizione di un individuo umano, con pari diritti di qualunque altro. A chi si può togliere il diritto al cibo o all’acqua? Credo che questo sia una necessità primaria di tutti noi, non importa la razza, la religione, la cultura, ma tutti gli esseri umani, per vivere hanno bisogno del cibo, allora questo che sta accadendo ad Eluana è o non è omicidio? A parere mio non ha nulla di diverso di uccidere una qualunque persona in mezzo alla strada, solo che qui la si uccide in un ospedale, cambia forse qualcosa? Il luogo, ma questo che importanza ha? E’ pur sempre una vita umana.
Inoltre, pochi sanno, che Eluana apre gli occhi al mattino, mentre la sera li chiude, e durante il giorno gli vengono fatti fare degli esercizi sulla carrozzella all’esterno dell’impianto ospedaliero, quindi ha anche segni di vita evidenti, e non solo secondari come ad esempio la respirazione.

Il Governo ha cercato di fare il possibile per salvarle la vita, hanno cercato di emanare un decreto legge che impedisse a chiunque volesse, anche in futuro, privare della nutrizione o delle cure necessarie ad una persona, ma il Presidente Napolitano, non ha potuto firmare, perchè la Costituzione italiana glielo impediva. Spero tanto in un cambiamento da parte della decisione del padre di Eluana, spero che il Signore gli mostri la luce e gli faccia comprendere che la sofferenza, se accettata, è la strada diretta verso il Paradiso, perchè non dimentichiamoci, che anche Cristo ha sofferto per noi, ha dato anche Lui la Sua Vita sulla Croce, è stato percosso, umiliato, schernito, per colpa nostra, Lui che non ha tenuto gelosamente la Sua uguaglianza con Dio, ma ha voluto donarci la Salvezza, per mezzo di essa.


non voglio contraddire quello che dici tu…perchè su certi argomenti così delicati è veramente difficile prendere la giusta posizione in merito.
Poco prima che Eluana morisse mi sono chiesta anch’io quale fosse la mia posizione ed ho fatto un’osservazione: se Eluana non fosse stata soccorsa immediatamente sarebbe morta 14 anni fa, se non fosse stata attaccata a delle macchine sarebbe morta 14 anni fa…La morte avrebbe seguito il suo decorso naturale. A me sembra molto più ARTIFICIALE e inumano il fatto di continuare a nutrire un corpo in coma irreversibile che staccare la spina. Meglio lasciare che soffra 3..4 giorni, che anni ed anni con l’accanimento terapeutico..
Con questo non voglio fare una provocazione, ma solo far presente il mio umile punto di vista su una storia così triste e drammatica .
ciao
@Alessandra
Grazie per aver espresso il tuo punto di vista!
Ma bisogna pensare che il caso Eluana Englaro non è un caso di accanimento terapeutico, e pertanto il discorso di conservazione artificiale dell’organismo non sussiste. Infatti io paragono Eluana ad un neonato, che ha bisogno di assistenza e di cure, perchè non può procurarsi il cibo da solo. Sarebbe da uccidere anche questo neonato? Eppure ha lo stesso grado di assistenza che aveva Eluana! E’ un dovere quello dell’uomo, di prendersi cura di chi è più debole di lui, e soprattutto, impossibile negare ad un individuo il cibo che lo mantiene in vita. Sono molti i casi di stato vegetativo, che si sono risvegliati anche dopo 15 anni, e la scienza non è ancora in grado di rispondere ad una semplice domanda: “Ma un organismo in stato vegetativo è vivo o morto?”, per questo non si può procedere sulla via della ragione, ma si deve rispondere a queste domande, sulla strada della Fede e secondo gli insegnamenti che il Signore ci ha donato!
A volte dico:
Dove la ragione non arriva…
…c’è la Fede che sconfina!