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Come agisce il maligno?

Sappiamo che esiste un Dio che ci ha donato la Vita e la libertà di viverla come meglio crediamo, sia seguendolo che rinnegandolo. Però, in principio quando creò gli angeli, ad uno lo chiamò Lucifero, ovvero, “portatore di luce”, lui era l’angelo più bello del paradiso, ma accecato dalla sete di potere, e dotato anch’esso da libero arbitrio, rinnegò Dio e da quel momento nacque la morte, il peccato e il male nel mondo.

Ma le sofferenze, il peccato e la morte, sono entrate nel mondo, per colpa del nostro acconsentire alle tentazioni del maligno. Sotto la figura di Adamo ed Eva che cedono al peccato, ci siamo tutti noi, tutte le volte che acconsentiamo di ascoltare colui che ha voluto allontanarsi da Dio, e così facendo, cerchiamo di allontanarci anche noi da chi ci ha creato.

Per rimanere quindi sempre saldi nella Fede, e seguire la Via della Luce, è bene saper conoscere come agisce il demonio, che da Adamo fino ad oggi, non ha cambiato la sua tattica:

La tentazione è la forma più comune di cui si serve il demonio per esercitare la sua nefasta azione sul mondo.
Nessuno ne va esente, neppure i più grandi santi. L’anima sperimenta i suoi assalti in tutte le tappe della vita spirituale. Variano le forme, aumenta o diminuisce l’intensità, ma la realtà della tentazione rimane.
Anche Gesù volle essere tentato per insegnarci come vincere il nemico delle nostre anime.

Il diavolo conosce bene qual è il nostro lato debole e su di esso innesta la sua azione malefica.
A coloro che non vivono una vita spirituale regolare ed intensa, il demonio prospetta il male direttamente, perché sa che con costoro basta poco per farli cadere.
Con coloro, invece, che sono più diligenti nel coltivare la vita interiore, egli gli propone il male indirettamente. Capisce, infatti, che, qualora proponesse il male apertamente, essi reagirebbero, e allora cerca di farli allontanare dal praticare le opere buone.

Così, ad esempio, nelle anime impegnate nella preghiera attiva e perseverante cercherà di inculcare disgusto per la preghiera stessa, in modo che esse siano stimolate ad abbandonarla e così ad indebolirsi progressivamente nello spirito.
A chi non riesce a superare i propri difetti il demonio procurerà di suggerire sentimenti di scoraggiamento, di demoralizzazione. Cercherà di convincerlo che è inutile insistere e che è tempo perso dedicarsi alla preghiera, alla frequenza ai Sacramenti, alle pratiche ascetiche.

Anche Maria infatti dice: “……Il Signore odia il male, ma lo permette perché, in giustizia, deve lasciare che l’uomo scelga il proprio destino.

Il Signore scopre all’angelo custode alcune delle attitudini, dei difetti e delle inclinazioni che nel corso della vita avrà la creatura che si trova ancora nel seno materno affinché, conoscendolo, l’angelo possa prestare un servizio migliore al proprio protetto. Ma, come l’angelo conosce le inclinazioni della creatura, anche gli spiriti maligni le conoscono perché ne studiano molto attentamente il carattere o il modo di essere che renderà la creatura più propensa e vulnerabile ad alcuni vizi piuttosto che ad altri”.

Dio consente che siamo provati dai nostri nemici spirituali per offrirci l’occasione di maggiori meriti. Egli non permetterà mai che siamo tentati sopra le nostre forze “Dio è fedele, e non permetterà che siate tentati oltre il vostro potere, ma con la tentazione provvederà anche il buon esito dandovi il potere di sostenerla” (1 Cor. 10,13).

Ma ora passiamo realmente a capire la psicologia del maligno, come struttura le sue tentazioni, e come noi possiamo rispondere in modo da cacciarlo via, per fare questo bisogna ricorrere alla prima tentazione, appunto, quella di Adamo ed Eva:

(il seguente, è tratto da uno scritto trovato in rete, che può essere molto utile a tutti)

  1. Si avvicina il tentatore:
    Non sempre lo abbiamo al nostro fianco.

    Alcuni Padri e teologi hanno ritenuto che accanto all’angelo custode, deputato da Dio per provvedere al nostro bene ci sia un demonio, designato da satana per tentarci e spingerci al male. Tale supposizione non trova però riscontro nelle pagine della Scrittura. E’ più probabile che la presenza del demonio non sia continua ma circoscritta ai momenti della tentazione.
    Nel Vangelo si legge che il demonio, dopo aver tentato il Signore nel deserto, si ritirò da lui per qualche tempo. Però, benché a volte se ne allontani, rimane il fatto che il demonio spesso ci tenta.

    A volte si presenta improvviso allo scopo di sorprendere; più sovente si insinua cauto e, piuttosto che proporre subito l’oggetto della tentazione, preferisce avviare un colloquio con l’anima.

  2. Prima insinuazione: Perché Dio vi ha comandato di non mangiare del frutto di tutti gli alberi del Paradiso?
    Il demonio non tenta ancora, però fa scivolare la conversazione sul terreno a lui più propizio. La sua

    tattica rimane la stessa oggi come sempre.
    A persone particolarmente proclive alla sensualità o ai dubbi contro la fede proporrà in termini generici, senza istigarle ancora al male, il problema della religione o della purezza. “
    E’ vero che Dio esige il consenso cieco della vostra

    intelligenza o l’illimitata immolazione dei vostri appetiti naturali?”

  3. La risposta dell’anima:
    Se l’anima, quando avverte che il semplice fatto che il problema sia posto rappresenta un pericolo, rifiuta di iniziare il dialogo con il tentatore, deviando, per esempio, il pensiero e la sua immaginazione ad altri argomenti, la tentazione viene soffocata nella sua stessa preparazione e la vittoria è tanto facile quanto manifesta e il tentatore si ritira umiliato.
    Ma se l’anima imprudentemente accetta il dialogo si espone ad un grave pericolo.

    E la donna al serpente: I frutti degli alberi del giardino possiamo mangiarli; ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino, Dio disse di non mangiarne e di non toccarlo, per non averne a morire
    L’anima si rende conto che Dio le proibisce di compiere quell’azione, d’intrattenersi su quel dubbio, di fomentare quel pensiero o di alimentare quel desiderio. Non vuole disobbedire a Dio, però sta perdendo tempo ricordando che non deve fare questo.
  1. Proposta diretta del peccato:

    L’anima ha ceduto terreno al nemico, che si fa più audace e tenta apertamente l’assalto: E il serpente alla donna: No, che non morirete, Anzi Dio sa che quando ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diverreste come lui, conoscendo il bene e il male
    Il demonio riesce a persuadere l’anima che dietro il peccato si occulta la felicità. Non le suggerisce il pensiero che “sarà come Dio” (una simile utopia ha potuto farlo credere soltanto una volta) però le

    dice che sarà felice se si abbandonerà in quella circostanza al peccato, tanto “Dio è infinitamente misericordioso e ti perdonerà facilmente e sarà cosa facile uscire dal peccato con un immediato pentimento
    Se l’anima accondiscende a queste insinuazioni, è perduta. E’ ancora in tempo per retrocedere – la volontà non ha dato ancora il suo consenso – ma il pericolo si è fatto gravissimo. Le sue forze vanno indebolendosi, le grazie di Dio sono meno intense e il peccato le appare sempre più suggestivo.

  2. L’esitazione
    Allora la donna osservò che il frutto dell’albero era buono a mangiare e piacevole a vedere e appetibile per acquistare conoscenza….”
    L’anima comincia a vacillare e a turbarsi intimamente. Il cuore batte con violenza nel petto. Uno strano nervosismo s’impossessa di tutto il suo essere. Non vorrebbe offendere Dio, ma d’altra parte,

    è tanto seducente la visione che le si para davanti!
    Ha inizio una lotta troppo violenta perché possa durare a lungo. Se l’anima, in un supremo sforzo e sotto l’azione di una grazia efficace, della quale si è resa indegna per la sua imprudenza, si decide a rimanere fedele al suo dovere, ne uscirà sostanzialmente vincitrice, ma con un peccato veniale sulla coscienza (negligenza, semiconsenso, esitazione davanti al male). Il più delle volte compirà il passo fatale verso il peccato.

  3. Il consenso della volontà
    Perciò ne colse un frutto e ne mangiò, e ne diede anche a suo marito insieme con lei, ed egli pure ne mangiò“.
    L’anima ha ceduto alla tentazione, ha commesso il peccato, e molte volte, a motivo dello scandalo e della complicità, lo fa commettere anche agli altri.

  4. La disillusione
    Subito si apersero gli occhi ad ambedue e si avvidero di essere nudi onde intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture“.
    Nella sua realtà, il peccato quanto differisce dalla rappresentazione che ne aveva fatto la suggestione diabolica! Dopo averlo consumato, l’anima sperimenta d’improvviso una grande delusione e prova un immane sconforto.

    L’anima si rende conto d’aver perso tutto. E’ rimasta completamente nuda davanti a Dio: senza la grazia santificante, senza le virtù infuse, senza i doni dello Spirito Santo, senza l’amorosa inabitazione della SS.ma Trinità senza i meriti acquistati in tanti anni di penosi sacrifici. La sua vita soprannaturale è crollata di schianto. In mezzo ad un cumulo di rovine rimane solo la delusione ed il sogghigno sarcastico del tentatore.

  5. La vergogna e il rimorso
    Inesorabile si fa sentire la voce della coscienza, che rimprovera il peccato commesso:
    Udirono il suono del Signore Iddio che trascorreva per il giardino alla brezza giornaliera; e si nascose, Adamo con la sua compagna, dalla vista del Signore Iddio tra gli alberi del giardino. Ma il Signore Iddio chiamò Adamo dicendogli. Dove sei?
    La stessa domanda pone la coscienza al peccatore che invano cerca una risposta. Non gli rimane che cadere in ginocchio e domandare perdono a Dio per l’infedeltà commessa, imparando dalla dolorosa esperienza a resistere al tentatore sin dal primo momento per l’avvenire

Quindi dobbiamo essere sempre vigili, e comportarci in maniera adeguata d’avanti alle tentazioni:

Prima della tentazione: Dobbiamo pregare incessantemente, come ci consiglia anche Gesù: “Pregate per non cadere in tentazione”, perchè, come ho anche ribadito in altri interventi, il maligno contro la preghiera non può assolutamente nulla, è come attaccare un uomo con un esercito di 10000 uomini, si sa chi vincerà!!!

Durante la tentazione: Possiamo solo resistere, ed esistono due tipi di resistenze, dirette e indirette;

  • Possiamo opporre una resistenza diretta quando la tentazione non riguarda i peccati della purezza e della Fede, facendo l’opposto contrario di ciò che ci dice la tentazione, ad esempio il maligno ci tenta di bestemmiare e noi benediciamo Dio.
  • Dobbiamo opporre una resistenza indiretta negli altri casi, fuggendo dalla tentazione, magari pensando ad altro, oppure pregando!!! Che è la cosa sempre più consigliata!!!

Dopo la tentazione:

  • Se abbiamo Vinto ringraziamo il Signore con una preghiera di averci sostenuto nella battaglia, e di confidare nel Suo aiuto, per le prossime che ci capiteranno nella Vita, senza mai abbassare la guardia, perchè spesso il maligno usa questa nostra debolezza, per riattaccare, facendoci cadere, con nostro stupore.
  • Se siamo caduti chiediamo umilmente perdono al Signore, considerando la Sua Infinita Misericordia, e il Suo grande amore per i Suoi figli, promettendo di non ricadere più nello stesso male, affidandosi questa volta, non solo a se stessi, ma a Dio che non ci nega mai il Suo aiuto e proponiamoci di confessarci al più presto.
  • Se siamo nel dubbio di essere caduti o meno, è bene lasciar passare un pò di tempo, e vedere se ne proviamo ancora rimorso, se così fosse, allora chiediamo perdono al Signore e dirigiamoci verso un confessionale.

Commenti su: "Come agisce il maligno?" (6)

  1. !F54 ha scritto:

    Questo intenvento è veramente geniale. Tutto ciò è vero sono sensazioni che anche io ho realmente provato dall’ inizio fino alla fine. Ed è tutto verissimo!!!! Da 0 a 10 questo intervento lo voto 10000000000000000000000000000000000000000000

    !F54

  2. @!F54

    Ti ringrazio, anche se la seconda parte non è scritta da me, ma l’ho trovato in rete, ed è davvero molto utile!!!

  3. bravo ….. continua così !!!

  4. @dario
    Grazie fratello in Cristo Gesù, che tu possa vivere sempre unito nel Suo Santo Amore.

    Pace a te!

  5. Amore Eterno ha scritto:

    Carissimo butros.
    Questo blog è magnifico, ed è esemplare quello che scrivi e che riporti.
    Carissimo fratello in Cristo, che Dio ti benedica, e che la Beata Vergine ti protegga con il suo manto.

  6. @Amore Eterno
    Grazie, che il Signore Dio benedica anche te!!!
    Camminiamo tutti verso la Meta della Santità!!!

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